Teatro e Terapia: riflessioni tratte dal Progetto “Diverse abilità: il linguaggio del corpo”

“Teatro” consiste nel produrre
rappresentazioni vive di fatti
umani tramandati o inventati, al
fine di ricreare.
Compito del teatro, (…), è di
ricreare la gente.
Brecht, “Scritti teatrali”


Cosa significa essere “attori”? Cos’è la creatività?
Essere partecipi delle proprie scelte, della propria vita, essere “attivi”: gli attori agiscono. Accompagnare la persona a prendere coscienza della propria dimensione creativa, attraverso la valorizzazione delle qualità individuali, permette la nascita di una nuova visione, nella quale la diversità di ognuno di noi diventa l’elemento al quale ispirarsi.

Il percorso laboratoriale diventa una scoperta di Sé, delle peculiarità naturali: mettersi in gioco, (ri)scoprirsi portatore di un messaggio personale, della capacità intrinseca di trasmettere fiducia e fidarsi.
Esercizi di movimento nello spazio permettono di sperimentare quanto ogni singolo elemento sia fondamentale per il funzionamento del gruppo. Si stimola il contatto tra i partecipanti e la ricerca di un ritmo collettivo. Un’occasione di incontro e confronto con l’Altro, attraverso il dialogo del corpo: un costruire con i
compagni (Vopel, 1996).

II coinvolgimento a livello fisico facilita l’accesso al mondo emotivo: diventa possibile intravedere l’espressività del linguaggio silenzioso del corpo fatto di gesti, sguardi e movimenti, i quali inviano messaggi a se stessi e all’Altro.
Momenti di commento rispetto all’esercizio appena svolto permettono la riflessione
sull’indipendenza ed interdipendenza tra i membri: ognuno fa un percorso personale che va ad intrecciarsi con quello del gruppo.

Lo spazio da condividere è uno spazio fisico e uno spazio mentale insieme, alla ricerca di un equilibrio dei corpi e della mente; è, per questo, essenziale imparare ad ascoltare i movimenti dell’altro, cooperare in un’atmosfera di rispetto reciproco.
Le informazioni che la persona riceve, muovendosi con gli altri nello spazio, spesso
conducono a nuove visioni di sé (quello che Yalom -2005- chiama “apprendimento
interpersonale”).

“L’arte dell’attore consiste nell’organizzare il proprio materiale, cioè nella capacità di utilizzare in maniera giusta i mezzi espressivi del proprio corpo”, Mejerchol’d

Grazie al percorso con elementi della scuola teatrale, viene facilitata l’espressione del potere personale (Rogers, 1961) dei partecipanti, mettendo al centro la Persona
e la Relazione.

Martina Nelly Sbrana

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