Riflessioni sulla migrazione Partir… migrer…

Nel 2013 sono partita per la Francia, direzione Sceaux per la precisione (che per magia si pronuncia “So”), una benestante cittadina dell’Ile de France. Avevo da poco finito l’Università… il 12.12.12, sempre per la precisione! Mi aspettavano 6 mesi di tirocinio post-lauream a St Cyrl’Ecole (San Ciro la Scuola, ebbene sì) in un Ospedale diurno per adolescenti con disturbi psichiatrici e bambini autistici. Un bel salto dalla vita da studentessa universitaria fuori porta, perché sì, in effetti, già nel 2006 partii…migrai a Parma, iscritta al primo anno di Psicologia, Scienze del comportamento e delle relazioni interpersonali e sociali (…per la solita precisione). Si parte, si emigra… Sono partita verso la Francia per unire la passione per la lingua francese e la psicologia.
Lì incontro L’Altro. Un Altro che, dall’alto della professione psichiatrica, dice ad un paziente ironizzando su un’incomprensione linguistica: “Cosa dice, la rimandiamo a mangiare spaghetti?”, riferendosi a me, e l’Altro che, dalla pienezza del suo Credo musulmano, mi rivolge quella carezza di comprensione che sarei riuscita a darmi solo quattro anni dopo, dicendomi: “Tu veux etre un ange?”, sorridendo e sonorizzando lo svolazzare di ali sante. L’Altro… Nel 2016, altra meta: Bordeaux. Nell’associazione di psicologia transculturale nella quale ho lavorato per un mese, ho incontrato Altri, originari di Spagna, Ciad (come mi è stato insegnato, il Cuore dell’Africa), Germania, Tunisia, Brasile, Francia.

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Questa la squadra di psicoterapeuti, mediatori culturali, psichiatri.
Insieme per cercare di alleggerire la zavorra emotiva di altri Altri che sono partiti, emigrati dal loro Paese per Passione, una Passione sofferta, vissuta, imposta, violata. Ho avuto l’onore di partecipare ai racconti condivisi, alle atrocità subite, ai sogni rivelati, al desiderio di riscoprirsi attori della propria esistenza.
Tobie Nathab è psicologo clinico dell’Università di Parigi VIII e direttore del Centro George Devereux per l’aiuto alle famiglie immigrate. Nathab parla di Ricchi stranieri: “Lo straniero, anche il più bisognoso, è ricco delle lingue che porta con sé, ricco di odori e sensazioni, ricco soprattutto di spiegazioni, di esseri, di oggetti di cui diviene, per la magia del viaggio, rappresentante presso di noi. (…) ricchi stranieri piuttosto che poveri immigrati” (Mantovani ,2004). Porre l’attenzione sulla ricchezza dell’Altro, mettere in discussione il proprio sistema di valori, fare in modo che le conoscenze terapeutiche e l’esperienza professionale possano facilitare un processo di recupero e disvelamento di ricchezze proprie della Persona; ricchezze silenti, trascurate in funzione della sopravvivenza, della speranza e dell’omologazione alla nostra Società, pericolo nella salvezza. Le appartenenze e le identità culturali non sono realtà omogenee, bensì spazi di scambio, risorse per l’azione, narrazioni da una parte condivise e contemporaneamente contrastate.
Nei racconti che ho avuto modo di ascoltare e nell’accompagnamento nel percorso di cura di persone immigrate, emergono con molta frequenza le caratteristiche del Disturbo Post-traumatico da stress (DPTS). Nel DPTS la vittima è resa inerme da una forza soverchiante, un’esperienza minacciosa estrema, insostenibile e inevitabile; l’individuo si trova sopraffatto e le normali capacità di adattamento non sono più sufficienti (Hermann, 1992b). In questo modo, mente e corpo iniziano a reagire modificando il funzionamento dei diversi sistemi e provocando sintomi intrusivi (rivivere l’evento nella propria mente), sintomi di evitamento (di luoghi o persone), aumento dell’attenzione e percezione costante di pericolo imminente: ciò che rende traumatico un evento è la percezione soggettiva del pericolo.
Distinguere chi fugge per una guerra da chi scappa dalla povertà, in modo da accogliere i primi e contrastare i secondi: “roba dell’a(A)ltro m(M)ondo”, riprendendo le parole di una persona cara.
Il trauma psichico è il dolore degli impotenti (Hermann, 1992).
Partir, migrer…

…reflechir.

Martina Nelly Sbrana

BIBLIOGRAFIA:

HERMAN, J.L. (1992B) TRAUMAAND RECOVERY, BB, NEW YORK. TR. IT GUARIRE DAL TRAUMA, ED. MA.GI, ROMA, 2005.
MANTOVANI, G. (2004). “INTERCULTURA”, ED. IL MULINO.
MESTRE C., MORO, M.R.
(2008), PARTIR, MIGRER. L’ÉLOGE DU DÉTOUR, ED. LA PENSÉE SAUVAGE.

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